Recensione At World’s End: Wanted Pirates

Un’avventura, una storia intrigante, una penna interessante.
Pirati, navi, intrecci sentimentali e un’Inghilterra datata prima metà dell’Ottocento: sono questi gli elementi fondamentali che troneggiano nel primo riuscitissimo romanzo dell’autrice Sabrina Pennacchio.
Contestualizzato nel periodo della quasi ascesa al trono della regina Vittoria, l’opera racconta un’avventura mozzafiato, che vede come protagonisti il misterioso pirata Calico Jack, che rapisce con un fine molto particolare la figlia del generale della Marina Britannica: Marina Charlotte Surcouf.

La narrazione del rapimento si sviluppa pagina dopo pagina in episodi avventurieri e a tratti sentimentalistici.
La storia prosegue secondo una trama avvincente, con un tema di fondo storico, arricchito con elementi di fantasia e con un variegato ventaglio di personaggi, che spesso svelano l’essenza della loro funzione narrativa soltanto nella parte finale del libro, rivelandosi elementi fondamentali e necessari alla conclusione dell’intera storia.

Il leggero richiamo a quella che dalla scienza è stata definita “Sindrome di Stoccolma” è percepibile in certi passaggi narrativi, che svestono i due protagonisti: il pirata rapitore e la fanciulla, vittima del rapimento, da quelli che sono i ruoli narrativi avuti da questi ultimi all’interno del romanzo, in un capovolgimento finale romantico e sorprendente.
Il linguaggio usato è scorrevole e la tecnica narrativa richiama quella cinematografica del riproporre, al principio di un nuovo capitolo, la parte finale del capitolo/puntata precedente, rimasto spesso fermo in un punto cruciale della storia, con un risultato che riesce a coinvolgere e incuriosire il lettore fino all’ultima pagina.

Il libro, che si colloca all’interno di un filone letterario importante e consolidato, riesce a stare perfettamente al passo con le più belle storie d’avventura che siano state raccontate, portando a favore suo la freschezza di una penna moderna e di uno stile efficace, che cattura un target ampio e diversificato.

“At World’s end – Wanted Pirates” è un libro alla portata di tutti, che coinvolge e che alla fine insegna una bella verità: ciò che appare è spesso una maschera, e dietro gesti talvolta forti si nascondono infiniti meandri e infinite storie.
Come questa, che si conclude su un’ultima pagina e su un ultimo addio inaspettato…
“At world’s end”, un romanzo, un’avventura letteraria, una storia che resta oltre un applauso meritato!

 

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